Giovanna Caraci

Dormi

Dormi. Ti sciogli nel sonno
come un pugno di terra nell’acqua
e lasci a riva il tuo corpo
il tuo caldo nemico abbandonato.
Amore, sia la notte un varco
verso il giardino in cui la tua infanzia si fermò
quadrante su cui cadde l’estate della conoscenza
e l’autunno.
Sia la notte un varco
aperto su un volo d’uccelli che non finì
nei tuoi occhi assorti,
la voce di tua madre
gli echi infantili, i sonanti echi
del tuo primo stupore.
Sia la notte un varco che ti congiunga a me.
Dormi lontano e non sai più
del caldo corpo in cui vivi
assediato.

[in "100 pesie d'amore", collana Oscar Narrativa, Mondadori, 1996]

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